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Freediving playlist, o musica per apnea

In: In acqua|Nell'aria

28 Dic 2017

Sei canzoni da ascoltare tutte in un fiato

Musica per apnea… O meglio, una personale selezione di brani che possono ben disporre a un’immersione in mare. Suoni, si spera, il più possibile distanti dalla new age da sala d’aspetto, anzi in diversi casi piuttosto terreni per i temi e l’attitudine. Mancano alcuni classici del suono “acquatico”, per esempio il John Surman splendidamente usato da Crialese in “Respiro”, come anche lo strampalato Bowie in portoghese interpretato da Seu Jorge ne “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”, e probabilmente molto altro, ma, alla fine… chest’è.

Musica per apnea Seu Jorge

Le avventure acquatiche di Steve Zissou: Seu Jorge canta David Bowie

Nel dettaglio

1. OMAR SOSA “A Love lost”, da “Ilé”, 2015. Brano ipnotico, avvolgente e sensuale, come la musica di Sosa nei momenti migliori (vedi nella più recente collaborazione con Seckou Keita). Ottimo per allenare l’apnea statica a secco.

2. HINDI ZAHRA “Dream”, da “Homeland”, 2015. Sottilmente psichedelico, tra Kate Bush e i Pink Floyd nel crescendo. Il disco è uno dei migliori esempi di pop globale degli ultimi anni. Indicato, tra l’altro, per gli esercizi di stretching polmonare.

3. JAMILA WOODS, “Holy”, da “Heavn”, 2016. Singolare esempio di urban r&b leggerissimo, quasi etereo nei suoni, ma molto pesante nelle parole. Temi come la brutalità poliziesca e il razzismo negli Stati Uniti. Poco adatta come musica per apnea, quindi. E però, “Holy” è un ottimo mood setter: “woke up this morning with my mind/set on loving me“. Anche altri passaggi, vedi “LSD” con Chance The Rapper hanno un buon effetto sull’umore.

4. BONOBO ft ANDREA TRYANA “Stay the Same”, da “Black Sands,”, 2011. Elettronica raffinata e downtempo, cinematica e d’atmosfera. Molto adatta come sottofondo per filmare le evoluzioni in mare, se vi piace scendere con GoPro e simili (è stato già fatto qui, per esempio).

5. BLUNDETTO “Work”, da “World of”, 2016. Uno dei migliori brani dell’ultimo periodo marleyano riletto con i bassi a manetta da Blundetto con l’aiuto di Jahdan Makkamoore. Funziona benissimo per abbassare i battiti cardiaci, come tutta la produzione blundettiana, o per rilassarsi a conclusione di un’immersione.

6. PINO DANIELE “Stella nera”, da “Musicante”, 1984. Non musica per apnea intesa come attività sportiva, ma un puro e dolcissimo quadro di vita di mare. “Maronn’ e cumm’è futa/ca nun se ver’ o funn’/ me manc’ o sciat’ e scenn’ / e intanto teng’ ment‘”. Da “Musicante”, forse non il miglior disco di Pino Daniele ma uno dei più maturi e coerenti, il più “mediterraneo”. E poi, quello che si chiude con “Lazzari felici”.

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