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Bassa Toscana for dummies

In: In acqua

19 Set 2008

Vista dalla Cala Grande, foto da Matteo Vinattieri, it.wikipedia.org/wiki/File:Cala_Grande_Monte_Argentario.jpg)

Vista dalla Cala Grande, foto da Matteo Vinattieri


Premessa
Se state cercate un’edizione aggratis della Lonely Planet o una Routard a sbafo, smettete di leggere. Questa guida non è stata pensata per i pionieri della frontiera, quelli che hanno fatto la Milano-Katmandù in bicicletta, che sono entrati in Portogallo dopo la caduta di Salazar o sono rimasti a Saigon dopo la cacciata degli americani (???). Il prontuario che segue è stato pensato per un’umanità minore, che non ha i soldi o le palle per una transoceanica, si perde a Bologna e, sotto sotto, un po’ schifa l’on-the-road, Kerouac, Terzani e l’escapismo a-la Salvatores, ma comunque anela alla sua porzione di Bellezza (con la maiuscola, ecchecazzo).
Dunque il proposito è quello di partire per una località amena, nella fattispecie la bassa Costa degli Etruschi e la Maremma, non avendo la minima idea di come muoversi e potendo contare solo sul chilometraggio (quasi) illimitato di una macchina a metano, una robusta dose di buona volontà e, soprattutto, sull’aiuto dei Numi. Stanti le premesse, come godersi la vacanza e, insieme, limitare i danni? Vamos a ver.

Si parte?
Chi scrive non crede molto a una pianificazione dettagliata del viaggio: l’esperienza gli ha insegnato infatti che (almeno nel suo caso), le informazioni ricavate in remoto possono essere inesatte, datate o non adatte a lui. Meglio quindi munirsi di una cartina geografica dettagliata (ideale quella delle guide ai distributori di metano) e affidarsi ai locali per tutto quello che la cartina non dice (luoghi, cibo, svaghi, drog…oops!).
L’equipaggiamento dovrà essere invece quanto più ampio possibile: vista la precarietà della situazione, occorre prendere in considerazione il più ampio ventaglio di opzioni possibili, dal pernottamento in macchina all’arrivo di un nubifragio; ovviamente, stipando la macchina in questo modo e avendo l’aspetto consueto, è bene evitare di portare con sé droghe o altre sostanze illecite, evitando così di concedere un trastullo ai quei buontemponi delle forze dell’ordine e risparmiando tempo prezioso.

Si parte!
Fissata la sveglia a un orario umano (mettiamo le 5 antimeridiane), non resta che alzarsi, (lavarsi?) vestirsi e mettersi in moto: un esame del bagaglio potrebbe risultare controproducente, vista l’ora e il quasi certo stato di rincoglionimento, pure vanno controllati fondamentali quali patente, soldi e cellulare. Sorvolando sui dettagli del viaggio, che con l’aiuto di una cartina si potrà portare a termine efficacemente (ma ricordando di non consultare la suddetta cartina quando si sta viaggiando a più di 120 km/h, pena fastidiosi inconvenienti), inizia la parte più delicata, cioè la…

Caccia al tesoro
Una postilla alla premessa: anche se si è in cerca di bellezza selvaggia, natura incontaminata e paesaggi da Laguna blu (e la costa toscana li può offrire), occorre tenere in debito conto la propria incolumità. Il consiglio è quindi quello di fissare obiettivi raggiungibili: niente baie da raggiungere mediante sentieri che solo gli indigeni conoscono, né impervie camminate in località in cui le tracce della presenza umana si riducono a preservativi usati nel 1983 e cartucce sparate da cacciatori di passaggio. Il rischio, in questi casi, è quello di trovarsi come Prometeo bloccati su uno spuntone roccioso a 10-15 km dal mare e a una distanza incalcolabile dal sentiero che si voleva raggiungere (ed è vero che il panorama da lì è fantastico, però…).
APT, Pro Loco e uffici informazioni turistiche: smaltiti i furori iconoclasti della gioventù, è il caso di riconoscere l’importanza delle istituzioni nell’indirizzare il popolo bue verso la felicità che gli è stata preparata. A questo proposito, chi scrive si concede un piccolo spot promozionale e consiglia l’ufficio Informazioni di Porto Santo Stefano, nel territorio dell’Argentario: accolti da una florida impiegata (che sa come valorizzare il generoso decollète), si verrà indirizzati a cale e spiaggette di questo incantevole territorio mediante opuscoli esaustivi arricchiti da un foglietto in cui si indicano puntualmente i percorsi da fare, le strade da seguire e i riferimenti da tenere presenti.
Armati di tanta mole di informazioni, anche i più sprovveduti riusciranno a portare a termine il proprio progetto di vacanza in tempo utile.

E adesso?
Anche se a questo punto sembra arrivato il momento di tirare i remi in barca (è proprio il caso di dirlo…) e rilassarsi, altre insidie possono palesarsi. La tentazione suggerisce infatti di visitare quanti più posti possibili nel poco tempo che si ha a disposizione, non tenendo in conto gli ostacoli al percorso, il traffico né, tantomeno, l’umana fatica. Meglio quindi limitare le tappe a un massimo di 3 per giornata, in modo da poter godere appieno di ciascuna.

Cala del Mar Morto, foto di Dathon, Flickr, www.flickr.com/photos/dathon/2765234066/)

Cala del Mar Morto, foto di Dathon

Evitando orari e periodi di forte affollamento come la metà giornata e i mesi estivi (ma sempre evitando, beninteso, di ritrovarsi nella situazione naufrago su isola deserta), si potrà godere in quasi totale solitudine della propria porzione di Bellezza e, se di Argentario si parla, ammirare la ricchezza di fondali frastagliati quali quelli del Mar Morto o la maestosità della vista che si gode da Cala Grande. Ogni opzione è a questo punto possibile, dallo scendere attrezzati di muta e pesi (ché se si sono scarrozzati finora su ripidi sentieri tanto vale usarli) a giocare con i pesci al vivere la propria personale versione dell’Eden sollazzandosi in totale nudità sopra, intorno e sotto il mare. Buon divertimento!

Note conclusive; cui prodest?
Ci si domanderà: e dove si dorme?quanto tempo si rimane? cosa si mangia? La risposta a queste domande è quantomai soggettiva; chi scrive, per esempio, è in effetti un po’ tirchio, quindi ricorrerà al pranzo a sacco confezionato dall’alimentari o in supermercato, sceglierà in funzione delle proprie finanze se dormire in macchina o concedersi il lusso di una permanenza in albergo (1 stella massimo, preferenza all’affittacamere, i B&B sono borghesi…) e, infine, in base alle proprie forze quanto rimanere.
L’importante è a questo punto che, fissato il ritorno, ci si incammini verso casa tenendo fissati bene nella memoria i posti visitati e le esperienze fatte, pronti a raccontare tutto alla sventurata di turno.
A Lei si avrà cura di riferire, omettendo i dettagli più penosi ed esaltando le circostanze più fauste, quanto il viaggio sia stato bello ma, soprattutto, quanto sarebbe stato più bello se lo si fosse fatto in sua compagnia….

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